Nell’era della tecnologia, la comunità conta

Per tutte le efficienze, che la tecnologia ha portato al mondo degli affari, ha reso almeno una cosa più difficile: creare una comunità. I social media e le piattaforme di corrispondenza basate sull’intelligenza artificiale aumentano l’interazione in termini di quantità, non di qualità. Chiedi a chiunque abbia un profilo Facebook: una dozzina di post sostengono una una singola conversazione significativa? Ecco perché la comunità conta più che mai.

Le interazioni online sono meglio di niente, ma non confonderle con un sostituto della realtà. L’utente medio di Internet, trascorre circa più di due ore al giorno sui social e dopo il lavoro, invece di riunirsi con amici e familiari, si mobilitano a controllare le varie notifiche ricevute sui propri smartphone.

Creare la comunità “UMANA”

È la richiesta di una comunità vera e propria, che ha portato Joshua Jordison e Wes Chapman a fondare The Human Gathering. 

Human Gathering è una community privata, che tra i suoi membri, spiccano persone di grande successo, dirigenti alla leadership di multinazionali, ma anche artisti, investitori e persone di ogni ceto sociale. Sebbene The Human Gathering abbia un portale web, sono i momenti vissuti insieme, durante i vari raduni, che i suoi membri apprezzano di più.

In che modo Jordison e Chapman creano comunità? Hanno imparato che nell’era digitale, una “vera comunità” richiede alcuni ingredienti chiave:

1. Autenticità

Le comunità prosperano, solo, quando i loro membri sono sulla stessa lunghezza d’onda. Non funzionano quando gli organizzatori di una comunità stanno semplicemente cercando di vendere qualcosa ai loro partecipanti. È impossibile interagire veramente, se i membri controllano costantemente la posta elettronica o prestano attenzione ai social.

Le comunità affiatate, sanno, che la libertà di scelta è la chiave. Quando The Human Gathering si riunisce, non ha un programma. Può sembrare ortodosso, ma assicura, che ogni singolo partecipante possa prendere ciò che vuole dall’esperienza. 

2. Rispetto

Le interazioni più profonde avvengono in ambienti intimi e rispettosi. Sebbene il rispetto significhi cose diverse per persone diverse, i membri di The Human Gathering danno priorità alla privacy. Non viene, mai pubblicato alcun elenco dei membri partecipanti e non sono consentiti Smartphone, PC, Tablet, o altri dispositivi, che si possono connettere. Tutto ciò che accade ad ogni incontro è esclusivo solo alle persone presenti.

Che si tratti di un’ uscita in compagnia o di un aperitivo, concentrati su chi ai difronte. Chiedi di riporre il telefono. Dai agli altri la tua piena attenzione. Tratta gli altri come vorresti essere trattato.

3. Uguaglianza 

In una vera comunità, nessun membro è al di sopra del resto. La parità di posizione garantisce, che tutti si sentano a proprio agio nel porre domande profonde e fornire un feedback onesto. Gli squilibri di potere creano problemi di ego, che tendono a ostacolare una vera interazione umana. 

L’uguaglianza non deve significare, che nessuno ottiene i riflettori; significa condividere i riflettori.

A The Human Gathering, Chapman ha descritto i relatori come “narratori”. Invece di tenere discorsi privati, i narratori si siedono per una conversazione, che può durare ore alla volta.

Fondamentalmente, i narratori di The Human Gathering non sono pagati. Sono lì per concedersi alla comunità a livello personale ed equanime. L’impostazione riservata e senza video, assicura che, si sentano a proprio agio nel condividere informazioni, che semplicemente non potrebbero in un ambiente più esposto.

4. Intimità

Perché le persone si uniscono alle comunità? Perché stanno cercando un senso di famiglia. Le migliori comunità offrono opportunità di incontrare nuove persone rimanendo in contatto con i vecchi amici. 

Il problema, è che alcune comunità enfatizzano di più il “personaggio”, piuttosto, che un vero legame fra i vari partecipanti. Queste comunità sono preda dei problemi dei social media. Le interazioni diventano superficiali e i loro membri diventano più preoccupati per l’immagine, invece di avere conversazioni significative. 

Le dimensioni della comunità di The Human Gathering, non includerà mai più di 150 persone, qualunque cosa accada. Dopo aver tenuto alcune riunioni con oltre 200 membri, si è reso conto che 150 è il numero ideale.

A dire il vero, alcune comunità, ad esempio i fan club di calcio, potrebbero lavorare con più membri. Per altri, come i club del libro, potrebbero essere troppi. Ma per una comunità imprenditoriale, 150 persone assicurano, che i membri siano in grado di socializzare e sentirsi abbastanza a proprio agio da creare relazioni reali.

Le relazioni interpersonali, non sono costruite attraverso gli smartphone, indipendentemente da ciò, che i social potrebbero far pensare al riguardo. Le conoscenze e i rapporti relazionali, vengono creati attraverso comunità reali, vere, e lo è sempre stato. Questa verità è semplicemente più dura da cogliere con uno schermo sotto il naso.